Instagram per sentirsi meglio!

Spesso ho letto di quanto sia importante circondarsi di positività, soprattutto a livello sociale.

Solitamente non ritengo i social network dei luoghi salutari per la nostra mente, evidentemente perché i messaggi che ci girano sopra sono strumentalizzati o comunque fanno parte della massa. In un modo o nell'altro si cade nella rete di quella dipendenza.

Oggi però vorrei analizzare un aspetto diverso di questi social che ho riscontrato con Instagram.

Sicuramente conoscerete l'applicazione nota per la possibilità di pubblicare fotografie e crearsi un profilo personale proprio come lo vogliamo (prerogativa di tanti luoghi online).

La possibilità di raccontarsi tramite fotografie su Instagram mi ha permesso di rendermi conto di una cosa: utilizzato nel modo giusto, può essere davvero una fonte di positività e bellezza. Dico davvero!

Fate un esperimento: ripulite il vostro profilo da tutto! Esattamente! Che non ne abbiano a male le persone che seguite, ma se guardare dentro le loro "finestre" non vi fa stare bene, togliere il follow! A questo punto, iniziate a seguire solamente quei profili che vi fanno sentire complete, luminose e tese verso lo star bene!

Ecco fatto! E direte, e quindi?
Quindi adesso, ogni volta che ne sentite il bisogno, avete la possibilità di aprire un'applicazione e vedere, sulla prima schermata, immagini che aumentano il vostro livello di benessere e, perché no, di autostima.

È inutile seguire modelle apparentemente superfighe o insalate vegetariane se poi, in fondo, vi devono far sentire brutte e grasse. Seguite invece chi fotografa i bei paesaggi (o i siti archeologici! :P), le persone incontrate per la strada, le copertine di libri fantastici, le tazze di tè più belle e via dicendo! Tutto ciò che vi fa sentire bene e che non desta in voi nessun senso di disagio o quella vocina nella testa che dice "ecco, gli altri fanno questo e quello..e io?!" e lì partono tutti gli attorcinamenti mentali del "non sono all'altezza, non sono bella, non sono come lo stereotipo della femmina moderna, vivo in un posto brutto" e tutto il resto della spazzatura mentale!

Assicuratevi di avere dei luoghi dove potete stare tranquille e al sicuro, dei luoghi che vi fanno dire: "guarda, ci sono altre persone luminose come me al mondo!" ♥



Accorgimenti.

Mi sono ricordata per sbaglio dell'esistenza di questo luogo e ho passato diverso tempo a leggere per scoprire cosa scrivessi di così interessante. Di alcune cose sono rimasta soddisfatta, lo ammetto, come ad esempio del mio essere stata sempre coerente nonostante il percorso che stessi facendo fosse non poco accidentato.
Mi sono anche accorta di quanto fosse uno spazio di pensiero e di riflessione, quando si necessita di un contenitore o di un qualcosa in cui riversare completamente il contenuto della propria scatola cranica. Sono felice che ora io possieda molto di meglio del semplice contenitore.
Mi andava di scrivere qui - nonostante le duemila cose che dovrei fare in questo momento - per continuare a lasciare traccia di me (sapendo comunque che gli spazi su internet non sono per niente eterni) scrivendo di quanto sia felice ora.
Ebbene sì, gli scritti del passato denotano quasi sempre un certo livello di incompletezza, come una sorta di eterno tentativo di sentirsi completi anche quando non lo si è affatto. Torno invece qui con una consapevolezza diversa, la consapevolezza di chi ci ha provato ed è riuscita, la consapevolezza del fatto che si tratta sempre e solo di scelte. Le nostre scelte personali. Niente di più.
Il fatto poi, alquanto fondamentale, di ritrovarmi in un altro essere, penso sia stata la cosa più bella in assoluto, una di quelle cose che le parole non bastano a descrivere.
Libertà di essere sé stessi.
Libertà di essere stupidi.
Libertà di essere intelligenti.
Libertà di essere amati.
E l'elenco potrebbe continuare all'infinito.
Ma mi sento di dire che una cosa sola conta: la Libertà. Sì, quella con la L maiuscola.
E quando l'Amore si unisce alla Libertà..il Sublime accade per davvero.
Come in un sogno.




Esattamente.


“How odd, I can have all this inside me and to you it’s just words.”


Mi rendo conto che il tempo vola.

È così, al finale mi sono persa nel turbine del sapere o, per lo meno, della sete di esso.

Così scrivevo l'ultima volta che sono entrata in questo luogo, lasciando poi il tutto sospeso, senza un capo né una terminazione. Tipico della concezione che noi abbiamo della vita, del resto.
Le cose accadono quando ci si sente pronti..o semplicemente quando ci siamo decisi a mettere via quelle vecchie? Ancora non posso rispondere a questa domanda.
Le forze che agiscono sono tante..a volte sembra tutto così complesso, mentre forse il tutto è da ricercare nella semplicità. In quanto esseri umani siamo specializzati a complicarci le cose più del dovuto. Sarà una deformazione tipica per tutti?

Davvero interessante il discorso introduttivo di ieri sulla filologia. Il tenere di conto non solo i confini fisici di un luogo ma anche i confini tradizionali, linguistici e culturali.
Ma soprattutto, mi ha terribilmente affascinata la nozione di "spirito del popolo", in cui si presuppone che, oltre al linguaggio, ci sia altro, ci siano cioè quei concetti che si trasmettono mediante le parole. Come se il tutto avesse una propria essenza che andrebbe trasmessa, come il fatto che tutti possiamo avere l'idea di "rosso" ma per comunicarcela, in assenza di un esempio materiale, abbiamo bisogno di utilizzare le parole, le varie lingue del mondo.
E dove le parole non riescono ad arrivare? Quando l'astratto è troppo astratto ed infinito per essere semplicemente descritto in modo grottesco? Però, a pensarci bene, forse le parole non sono sempre e solo modi rozzi per esprimersi. Se prendessimo, ad esempio, le belle parole di ogni lingua e le mettessimo in relazione in una lingua a sé stante? A parer mio, ne uscirebbe qualcosa di decisamente interessante.
Senza contare che, effettivamente, nelle varie lingue del mondo ci sono singole parole che esprimono concetti che, magari, in altre lingue necessiterebbero di una frase intera.
Penso che sia terribilmente affascinante tutto ciò.

Ma ora devo tornare alle 206 ossa del corpo umano e a quella che la maggior parte degli studiosi chiama "evoluzione del genere umano".
In ogni caso, ci sarà tempo in futuro di riprendere queste argomentazioni.

Au revoir.



Semplicemente.


"Mi domando se non ho perso il senso della realtà, se il mio grande desiderio di raggiungere la verità non abbia alla fine eclissato la verità stessa.
La grossolanità del nostro intelletto distorce le belle forme della materia.
La mia mente è un nodo aggrovigliato che non so più sciogliere."